Lazzaro Spallanzani

“Spallanzani era piuttosto alto che basso di statura, secco e slanciato, aveva portamento nobile e fiero, (taluno lo assomigliò a Farinata degli Uberti e a Pier Capponi) la fronte alta, gli occhi neri ed espressivi, il colorito bruno, il temperamento robusto. La sua voce era armoniosa, i suoi gesti vivaci, la sua conversazione assai gradevole, nello stesso tempo era dotta e gioviale e da ognuno bramata, anche perché, oltre tutto, Spallanzani possedeva un gusto artistico eccellente ed un arguzia inesauribile della migliore lega. Aveva un carattere impulsivo e, talvolta, oltre il segno; non era orgoglioso, ma del proprio valore sempre cosciente…”

(De Brignoli, 1835)

Lazzaro Spallanzani (1729-1799), considerato il padre della biologia sperimentale, fu un grande fisiologo. La sua attività si rivolse a quattro grandi capitoli della fisiologia: generazione, circolazione, digestione e respirazione. Nel 1771 osservò per primo il moto del sangue nei capillari degli animali a sangue caldo e studiò la sistole cardiaca. Provò con esperienze che la respirazione avviene all’interno dei tessuti; verificò che i pesci respirano con le branchie e accertò la respirazione cutanea degli anfibi. Con il metodo sperimentale Spallanzani mostrò pure che la digestione è in fondo è un fenomeno prevalentemente chimico. È ancora Spallanzani che sollevò il velo sul mistero della generazione con le sue ricerche sulla fecondazione artificiale completandole con gli studi sulla rigenerazione.

Tra i suoi molteplici interessi si occupò anche di geologia, mineralogia, chimica e fisica ed ebbe una grande preparazione letteraria. Ai temi di natura generale da lui affrontati, si affianca una ampia produzione di ricerche e osservazioni, squisitamente zoologiche, botaniche e antropologiche. Sue le esperienze sul “sesto senso” dei pipistrelli, sulla migrazione delle rondini e delle anguille.

I suoi numerosi viaggi furono l’occasione per studiare di volta in volta la fauna, per dedicarsi alle analisi geologiche e mineralogiche, geochimiche e fisiche e ai fenomeni vulcanici, non disdegnando note di carattere etnologico ed etnografico.

Si dedicò inoltre alla morfologia e fisiologia delle varie parti delle piante e alla respirazione dei vegetali. Dell’uomo studiò i sensi e lo sviluppo, la storia dell’individuo e della specie umana.