Collezione di Spallanzani

Non molto è rimasto delle originarie collezioni zoologiche del Museo ai tempi del suo fondatore Lazzaro Spallanzani, a causa soprattutto del degrado dovuto all’ineluttabile attacco dei parassiti.

Fortunatamente rimangono alcuni reperti che l’antico direttore raccolse tramite acquisto, donazioni o acquisizioni personali. Questo prezioso materiale, ancora in ottimo stato di conservazione, contribuisce a dare lustro al Museo di Storia naturale dell’Università di Pavia che così può vantare una tra le più antiche collezioni zoologiche al mondo. Il Museo può vantare anche una “guida in versi” del 1793 scritta da Lorenzo Mascheroni, matematico e docente dell’Ateneo pavese: L’Invito. Versi sciolti di Dafni orobiano a Lesbia Cidonia.

In particolare si segnalano il coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus), l’ippopotamo (Hippopotamus amphibius), lo squalo mako a pinne corte (Isurus oxyrhynchus), il tursiope (Tursiops truncatus), alcune mostruosità e il piccolo orango (Pongo pygmaeus) conservato in alcool.

Il Sistema Museale di Ateneo aderisce al SIRBeC sistema Informativo dei Beni Culturali della Regione Lombardia. SIRBeC è il sistema di catalogazione del patrimonio culturale lombardo diffuso sul territorio o conservato all’interno di musei, raccolte e altre istituzioni culturali. I dati relativi alle nostre collezioni saranno presto consultabili sul sito Lombardia Beni Culturali.

Il Sistema Museale di Ateneo partecipa inoltre al progetto COMUN Collezioni Museali Universitarie promosso dalla Fondazione CRUI.