Collezione di Zoologia

Le collezioni di vertebrati hanno una consistenza di quasi 5.000 esemplari. Comprendono, oltre ai preziosi reperti di epoca spallanzaniana, esemplari raccolti durante i viaggi di esplorazione scientifica nel XIX e XX secolo e ricche collezioni in alcool. Tra queste ultime è da notare il rarissimo esemplare albino di natrice tassellata (Natrix tessellata). Sempre nelle raccolte in alcol, tra i rettili lacertidi figura un agamide dedicato all’esploratore pavese Luigi Robecchi-Bricchetti (1855-1926). L’esemplare di Agama robecchii fu raccolto dallo stesso esploratore a Obbia in Somalia nel 1890.

Nella rassegna di pesci marini e d’acqua dolce, meritano attenzione i pesci dipnoi acquisiti da Pietro Pavesi e un raro esemplare di celacanto (Latimeria chalumnae), pescato nel Canale di Mozambico agli inizi degli anni ’70 e donato per interessamento dell’Aga Khan IV Karim. L’esemplare, oggetto di maldestri tentativi di conservazione immediatamente dopo la cattura, attualmente è conservato in formalina neutralizzata al 10%.

La più consistente è la sezione ornitologica che conta 2 mila esemplari naturalizzati; ad essa nel 2000 si è aggiunta una interessante testimonianza di fauna locale costituita dalla moderna collezione donata da Giovanni Verri (1931-1999), tecnico universitario e appassionato ornitologo tassidermista. Nella collezione ornitologica sono presenti gli uccelli del Paradiso donati dal naturalista marchese Giacomo Doria (1840-1913) e due condor delle Ande (Vultur gryphus) catturati in Cile nel 1835 dall’esploratore Gaetano Osculati (1808- 1894), conoscitore delle Americhe. Sempre nella collezione ornitologica figurano esemplari provenienti dalle esplorazioni di italiani famosi come Orazio Antinori (1811-1882), Odoardo Beccari (1843-1920), Luigi Maria D’Albertis (1841-1901), Filippo De Filippi (1814-1867), Enrico Hillyer Giglioli (1845-1909). Raccolto da Vittorio Bottego (1860-1897) nel 1895 a Lugh in Abissinia è invece un raro esemplare di roditore eterocefalo glabro (Heterocephalus glaber).
Tra le collezioni di invertebrati, conservate in palazzo Botta, rivestono particolare valore:

• la collezione di vermi intestinali dello zoologo tedesco Johann August Ephraim Goeze (1731-1793) acquistata da Giuseppe II nel 1787. Si tratta di una ingente raccolta di parassiti di assoluto pregio scientifico, comprendente molti ‘tipi’ ossia esemplari sui quali è stata descritta la specie;

• la sezione malacologica di conchiglie marine, terrestri e dulcacquicole tra cui le notevoli collezioni di Arturo Issel (1842-1922) e Teodoro Prada (1815-1892) della fine dell’Ottocento.

• la raccolta di ragni di Pietro Pavesi (1844-1907, direttore del Museo nell’ultimo quarto del secolo XIX), per un totale di 5.000 aracnidi;

• la collezione di insetti comprendente, tra le altre, la sezione storica, la collezione di ditteri pavesi di Emilio Corti (assistente presso l’Istituto di Zoologia dal 1893 al 1932) e la cospicua raccolta di Mario Pavan (1918-2003), fondatore e direttore dell’Istituto di Entomologia dell’Università di Pavia, donata dagli eredi.