Sala Golgi

La sala è dedicata a Camillo Golgi (1843-1926), vincitore, nel 1906, del premio Nobel per la medicina per l’invenzione di un metodo istologico, la reazione nera o cromoargentica che pose le basi delle moderne neuroscienze.

Gli studi di Golgi sulla malaria dimostrarono la costanza delle modificazioni morfologiche tra un accesso febbrile e l’altro (ciclo di Golgi) e che l’accesso febbrile nelle diverse forme in cui si presenta la malattia deriva dalla riproduzionedel plasmodio, il parassita che provoca l’affezione (legge di Golgi).

Lo scienziato identificò inoltre uno dei componenti fondamentali della cellula,l’apparato reticolare interno, che prese poi il nome di apparato di Golgi.

Si conservano preparati microscopici, documenti autografi, disegni, strumenti e l’attestato del premio Nobel, vinto ex aequo con il suo antagonista, lo scienziato spagnolo Santiago Ramón y Cajal (1852-1934).

Nella stessa sala si conserva testimonianza di altri scienziati che si formarono alla scuola pavese: Paolo Mantegazza (1831-1910), fondatore del laboratorio di patologia sperimentale, Eusebio Oehl (1827-1903), che sviluppò a Pavia l’istologia ed ebbe come allievi Golgi e Bizzozero, Giacomo Sangalli (1821-1897), docente di anatomia patologica, Carlo Forlanini (1847-1918) che dedicò tutta la vita alla cura delle patologie polmonari e in particolare della tisi, ideando una terapia basata sulla compressione e immobilizzazione del polmone per mezzo di un pneumotorace artificiale, Giulio Bizzozero (1846-1901) che fu maestro di Golgi, Adelchi Negri (1876-1912), brillante e sfortunato allievo di Golgi, autore di importanti studi sulla rabbia, Edoardo Porro (1842-1902) che compì il primo intervento di amputazione utero-ovarica.